Gruppo missione

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L'essere missionari da parte della comunità parrocchiale di Bosco minniti, è

l'obiettivo principale che si cerca di perseguire specie con i servizi della:

 

"Ronda" = girare per la città di notte (3 volte la settimana)

               nell’andare a trovare i reietti di questa società occidentale, i

               vagabondi senza fissa dimora, che escono dai loro tuguri come

               fantasmi nel buio della notte.

  Sono quelli che non contano più per questo sistema che accetta solo chi può

  spendere e consumare.

          Portare loro un pasto caldo accompagnato da quel contatto umano,

          che manca è una necessità anche più importante del cibo.

  E' riannodare quel filo rosso come insegnava Gesù, perchè si appaghi 

  nell'essere umano quella fame interiore.

 

               Ascoltare le tante situazioni difficili e permanenti è un grande segno

               di conforto, è il portare, umilmente, la buona novella come Gesù ci 

               ha insegnato.

L'aiuto della diocesi, ma soprattutto il venire a questo servizio di tanti volontari, donne, uomini, ragazzi e ragazze, che si pongono con gioia a

disposizione, è qualcosa di spettacolare, perchè i sacrifici fin'ora sono tanti.

               Ma il fatto eccezionale è che nessuno fra i volontari (della parrocchia

               e non) si è tirato indietro davanti al sacrificio di cucinare con 40° C

               d'estate o rimanere fino a tarda notte in giro per la città.

Tutto questo ha contribuito a tessere rapporti, anche fra gli operatori aprendo

la voglia di capire più in profondità le ragioni del messaggio di Cristo.

               E' per questo che p. Carlo (il parroco) ha deciso di proporre un viatico

               sull'essenza del cristianesimo iniziando con delle lezioni del bibblista Attilio Gangemi a cui seguiranno quelle del teologo .

               Per noi le difficoltà giornaliere nel trovare cibo e 

               nell'accoglienza per tutti non mancano.

Ma è ciò che contraddistingue questa comunità parrocchiale.

 

"la casa di Sara e Abramo" = è il centro di accoglienza per gli sbandati, i

                                           senza dimora, di ogni colore, religione,

                                           cultura, in cui così possono cenare, dormire.

Anche in questa casa s’instaura un rapporto umano, lievito per cercare

d’impastare una società più a misura d’uomo, che si alimenta e si disseta.